10/09/2015

INAUGURAZIONE SPAZIO PERMANENTE “MOLO 51″ – 3 ottobre 2015 – Levico Terme

MOLO 51

 Il  nuovo spazio di Bruno Lucchi a Levico Terme-Tn, dopo un accurato restauro,  è  pronto ad accogliere le sculture dell’artista trentino.

 

“I capannoni, costruiti negli anni sessanta, hanno un fascino che mi ha suggerito di utilizzarli non solo come un semplice deposito, pronto ad accogliere le sculture al rientro o in partenza per nuove esposizioni, ma anche come mostra permanente in grado di documentare il mio lavoro in modo il più possibile organico e completo.

Per questa tappa così importante per nella mia carriera artistica ho pensato ad una festa-inaugurazione per i prossimi 3 e 4 ottobre”.

Bruno Lucchi

 MOLO 51 come luogo di passaggio, di scarico e carico, ma anche e soprattutto di incontro e dialogo sui temi più ampi del fare arte, della necessità di bellezza che sempre sottende ad ogni espressione creativa.

L’opera scultorea di Bruno Lucchi, dal piccolo formato in terracotta alla formella in mosaico, dalle fusioni in bronzo alle istallazioni monumentali che si avvalgono dell’utilizzo di acciaio corten, interpreta l’instancabile ricerca di armonia tra l’uomo e lo spazio che lo circonda, dove la sua presenza muta e vitale si pone come fulcro senza tempo nella natura.

Una tensione tutta umanistica sostiene e caratterizza il lavoro dell’artista con coerenza esemplare, spaziando dalla figura androgina,  richiamo di antiche mitologie dal forte significato totemico, fino alla produzione sacra, nella limpida e partecipe rappresentazione della storia cristiana.

MOLO 51 accoglie in modo ampio e documentato i passi successivi attraverso i quali lo scultore trentino ha condotto la propria ricerca, approdata alle realizzazioni di grande formato che hanno trovato visibilità nelle ultime recentissime mostre in Italia e all’estero e in particolare nella importante monografica del 2014 negli spazi interni ed esterni del MUSE di Trento, dove l’interazione con il paesaggio naturale ha trovato il massimo equilibrio espressivo.

MOLO 51 mantenendo volutamente visibile e fruibile la propria funzione di luogo produttivo oltre che di carico, scarico e stoccaggio annulla di fatto la distanza che spesso separa troppo profondamente il prodotto artistico dallo scorrere dell’esistenza umana, restituendo ad esso il suo significato più autentico di attività espressiva e creativa.